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ISPRA: Cartoon per la prima Spiaggia Ecologica in Italia sulle coste del Lazio

Dal canale Youtube dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, un Cartoon sulla prima spiaggia ecologica sulle coste laziali.

E ora “Banquette alla riscossa!”: è questo il titolo del CARTOON realizzato dall’Ispra per lanciare la prima Spiaggia Ecologica in Italia sulle coste del Lazio.

Un cartone animato da proiettare nelle scuole medie inferiori di Sabaudia, Cerveteri e Ladispoli, con un linguaggio semplice e immediato. Proteggere l’ambiente è un messaggio che viene diffuso sotto forma di gioco e in maniera divertente per i ragazzi, come divertente è stare in spiaggia, a patto che sia una spiaggia ecologica. Sarebbe dovuta partire qualche giorno fa la campagna di sensibilizzazione, purtroppo la chiusura delle scuole non ha permesso la visione agli studenti.

Obiettivo principale del progetto BARGAIN – “La Banquette di Posidonia: integRare le conoscenze e promuovere un modello di spiaggiA ecologIca a gestioNe responsabile” è far capire e promuovere l’importante ruolo ecologico della posidonia spiaggiata, adottando un modello alternativo di gestione che ne evita il conferimento in discarica. Inoltre il progetto, nei casi in cui non è possibile il mantenimento in loco, prevede e promuove il riuso della posidonia spiaggiata in un’ottica di economia circolare e nel rispetto degli ecosistemi costieri.

Le spiagge del Mar Mediterraneo sono uniche in tutto il mondo anche in virtù della presenza degli spiaggiamenti dei resti (principalmente foglie) di Posidonia oceanica, che costituiscono delle strutture chiamate banquette; esse forniscono un contributo chiave non solo alla conservazione delle spiagge, ma anche a quella degli ecosistemi costieri.

La loro rimozione dalla loro sede naturale è una pratica scorretta, che può seriamente compromettere l’integrità dell’intero habitat costiero (spiaggia, dune): infatti, oltre a sottrarre quantità elevate di sabbia – preziosa per le spiagge – le priva della loro naturale protezione dalle mareggiate, permettendo al mare di portare via altra sabbia; ancora, sottrae la biomassa e i nutrienti ancora presenti nel materiale spiaggiato, che rappresentano una fonte importante sia per gli ecosistemi costieri sia per le praterie stesse, con conseguente impoverimento della biodiversità.

Informare è fondamentale per il cambiamento di percezione della banquette, da rifiuto maleodorante ad elemento naturale e risorsa economica: per questo, sarà dato ampio spazio alla sensibilizzazione di tutti i soggetti coinvolti bagnanti, amministrazioni, gestori, studenti e residenti. Il progetto ”BARGAIN è realizzato con il contributo della Regione Lazio e coinvolge, oltre a ISPRA, l’Università di Tor Vergata e ENEA (C.R. Casaccia).

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Ambiente

ISPRA: come smaltire mascherine e guanti usati

Le indicazione dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale, su come smaltire mascherine e guanti usati.

Pubblichiamo le indicazioni di ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per la classificazione e la corretta gestione, smaltimento compreso, dei rifiuti DPI usati : guanti e mascherine e guanti.

“Nell’ambito dell’emergenza sanitaria al virus SARS-Cov-2 – spiega l’ISPRA nel documento – tra le azioni volte al contenimento dell’infezione è ampiamente diffuso l’utilizzo di mascherine e guanti, anche nelle azioni quotidiane non direttamente collegate all’attività lavorativa.”

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale spiega che “nell’attuale contesto, il termine DPI, anche se in modo improprio rispetto alla definizione normativa, viene pertanto largamente utilizzato come sinonimo di mascherine e guanti, a prescindere dallo specifico scopo di utilizzo e dalla specifica tipologia”.

Ad esempio, coerentemente con la normativa in vigore, “non sono DPI le “mascherine chirurgiche” o “igieniche” sprovviste di filtro di cui alla norma UNI EN 14683, comunemente impiegate in ambito sanitario e nell’industria alimentare. Queste infatti appartengono alla categoria dei dispositivi medici e non proteggono l’operatore, bensì il paziente o l’alimento dalle possibili contaminazioni.

Ai fini della classificazione dei rifiuti, a prescindere dal fatto che tali materiali rientrino nella definizione di DPI, rimane comunque valido il concetto che gli stessi si configurano come materiali filtranti e/o protettivi.

Conseguentemente, “tenuto conto di quanto sopra riportato, nel presente documento il termine DPI, pur se in modo non del tutto proprio, verrà utilizzato secondo l’accezione che ne viene comunemente data nell’attuale fase emergenziale”.

Link documento ISPRA. I rifiuti costituiti da DPI usati.

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Salute

Ecco cosa prevede il decreto per la fase 2

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il decreto delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali.

Spostamenti

NELLA STESSA REGIONE

A partire dal 18 maggio, gli spostamenti delle persone all’interno del territorio della stessa regione non saranno soggetti ad alcuna limitazione. Lo Stato o le Regioni, in base a quanto previsto dal decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, potranno adottare o reiterare misure limitative della circolazione all’interno del territorio regionale relativamente a specifiche aree interessate da un particolare aggravamento della situazione epidemiologica.

TRA REGIONI DIVERSE

Fino al 2 giugno restano vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, così come quelli da e per l’estero, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

A decorrere dal 3 giugno, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali adottati ai sensi dell’articolo 2 del decretolegge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree.

DA E PER L’ESTERO

Tali norme varranno anche per gli spostamenti da e per l’estero, che potranno essere limitati solo con provvedimenti statali anche in relazione a specifici Stati e territori, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e degli obblighi internazionali. Saranno comunque consentiti gli spostamenti tra la Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni confinanti.

DIVIETO DI MOBILITA’ PER CHI È IN QUARANTENA

È confermato il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata. La quarantena precauzionale è applicata con provvedimento dell’autorità sanitaria ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di soggetti positivi al virus Covid-19 e agli altri soggetti indicati con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge n.19 del 2020.

DIVIETO DI ASSEMBRAMENTI

Resta vietato, l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

FUNZIONI RELIGIOSE

Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni, contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.

Attività economiche, produttive e sociali

A partire dal 18 maggio, le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche e produttive possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti statali emanati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge n. 19 del 2020 o, nelle more di tali provvedimenti, dalle Regioni.

MONITORAGGIO REGIONALE

Per garantire lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle attività economiche, produttive e sociali, le regioni monitorano con cadenza giornaliera l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale. I dati del monitoraggio sono comunicati giornalmente dalle regioni al ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità e al Comitato tecnico-scientifico. In relazione all’andamento della situazione epidemiologica sul territorio, la singola regione, informando contestualmente il ministro della Salute, può introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte a livello statale.

Sanzioni

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida regionali o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’articolo 650 del codice penale (“Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”), le violazioni delle disposizioni del decreto, o dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legge 25 marzo 2020 n.19, che prevede il pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.

Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l’autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, eventualmente da scomputare dalla sanzione accessoria definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

Consulta il decreto legge 16 maggio 2020, n.33

Leggi il comunicato di Palazzo Chigi

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Salute

L’intelligenza artificiale identifica tre biomarcatori collegati alla mortalità da COVID-19

Machine Learning: il modello identifica tre biomarcatori associati alla mortalità COVID-19. Da Nature Machine Intelligence.

Gli strumenti di Machine Learning hanno selezionato tre biomarcatori – deidrogenasi lattica, linfociti e livelli proteici C reattivi ad alta sensibilità – che possono predire la mortalità dei pazienti COVID-19 da campioni di sangue di 485 individui infetti a Wuhan, in Cina, secondo un articolo pubblicato su Nature Machine Intelligenza. Questi strumenti hanno predetto la mortalità dei singoli pazienti con più di dieci giorni di anticipo rispetto ai loro risultati con un’accuratezza superiore al 90%.

La valutazione clinica rapida, accurata e precoce della gravità COVID-19 dei pazienti è vitale. Tuttavia, non esiste attualmente alcun biomarcatore predittivo disponibile per distinguere i pazienti che richiedono cure mediche immediate e per stimare il loro tasso di mortalità associato. Ye Yuan, Li Yan e colleghi hanno analizzato campioni di sangue di 485 pazienti di Wuhan, in Cina, per identificare marcatori robusti e significativi del rischio di mortalità. I campioni raccolti tra il 10 gennaio e il 18 febbraio 2020 da pazienti dell’ospedale di Tongji sono stati utilizzati per lo sviluppo di modelli. Dei 375 casi inclusi nell’analisi, 201 sono guariti da COVID-19 e sono stati dimessi dall’ospedale, mentre i restanti 174 pazienti sono deceduti.

Gli autori hanno progettato un approccio di modellizzazione matematica basato su algoritmi di Machine Learning ideati per identificare i biomarcatori più predittivi della mortalità dei pazienti. Il problema è stato formulato come compito di classificazione, in cui gli input includevano informazioni di base, sintomi, campioni di sangue e risultati di test di laboratorio, tra cui funzionalità epatica, funzionalità renale, funzione di coagulazione, elettroliti e fattori infiammatori, prelevati da pazienti generali, gravi e critici . Il modello ha selezionato i livelli proteici lattici di deidrogenasi (LDH), linfociti e C ad alta sensibilità come i biomarcatori più importanti che distinguono i pazienti a rischio imminente. Questa scoperta è in linea con le attuali conoscenze mediche secondo cui alti livelli di LDH da soli sono associati alla rottura del tessuto che si verifica in varie malattie, inclusi disturbi polmonari come la polmonite. La maggior parte dei pazienti ha ricevuto più campioni di sangue durante la loro permanenza in ospedale. Tuttavia, questo modello ha utilizzato solo i dati del campione finale dei pazienti. Tuttavia, il modello può essere applicato a tutti gli altri campioni di sangue e si può stimare il potenziale predittivo dei biomarcatori.

Gli autori concludono che il loro modello fornisce test clinici semplici, interpretabili e intuitivi per quantificare con precisione e rapidità il rischio di morte. Suggeriscono anche che i linfociti, un tipo di globuli bianchi, possono servire come potenziale bersaglio terapeutico, supportato da studi clinici. Notano che, man mano che saranno disponibili più dati, questa procedura dovrà essere ripetuta per una maggiore precisione.

Titolo e riferimento dell’rticolo Nature Machine Intelligence: An interpretable mortality prediction model for COVID-19 patients. Un modello di previsione della mortalità interpretabile per i pazienti COVID-19. DOI 10.1038 / s42256-020-0180-7.

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Comportamento umano: mappatura del sentiment online sulle vaccinazioni.

Comportamento umano: mappatura del sentiment online sulle vaccinazioni.

Le interazioni sui social media tra punti di vista pro, neutrali e anti-vaccinazione e il modo in cui possono influenzarsi a vicenda sono mappate in uno studio pubblicato online su Nature questa settimana. La ricerca fornisce approfondimenti su come la sfiducia nelle competenze scientifiche sui vaccini possa evolversi nelle comunità online.

Neil Johnson e colleghi hanno utilizzato le informazioni di Facebook per mappare l’opinione della vaccinazione online per quasi 100 milioni di persone. Si è scoperto che questi individui erano collegati a pagine specifiche di Facebook che rappresentano punti di vista pro, neutrali o anti-vaccinazione, formando cluster che interagiscono tra paesi e lingue. La dimensione di ciascun cluster è stata determinata dal numero di fan per una determinata pagina di Facebook.

Gli autori hanno scoperto che, nonostante l’antivaccinazione fosse numericamente una visione di minoranza, era posizionata centralmente all’interno della rete. I cluster anti-vaccinazione sono stati anche fortemente intrecciati con cluster associati a opinioni neutrali sulla vaccinazione (si trattava di pagine di Facebook che si concentravano sulla vaccinazione o su un argomento associato alla vaccinazione ma che non prendevano una posizione chiara a favore o contro). Al contrario, i cluster pro-vaccinazione sono stati trovati alla periferia della mappa. Gli autori suggeriscono, quindi, che i cluster anti-vaccinazione sono in grado di raggiungere più facilmente i cluster neutri, il che potrebbe a sua volta portare al reclutamento di persone che in precedenza avevano opinioni neutrali sulla vaccinazione.

In un quadro teorico, gli autori sono stati in grado di riprodurre l’aumento del supporto anti-vaccinazione che si è verificato nel 2019 e prevedere che questa opinione potrebbe diventare l’opinione dominante sulla vaccinazione in un decennio. Sostengono che una comprensione delle dinamiche della rete potrebbe aiutare a informare gli approcci per interrompere la crescita degli atteggiamenti negativi nei confronti della vaccinazione e di altri problemi, come i cambiamenti climatici.

Articolo NatureThe online competition between pro- and anti vaccination views. La competizione online tra opinioni pro e anti vaccinazione. DOI
10.1038 / s41586-020-2281-1. Link Nature.

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Salute

ISS e Inail pubblicano le indicazioni per estetiste e parrucchieri

Covid-19, da Inail e Iss un documento con le indicazioni per parrucchieri ed estetiste

Arriva da Inail e Iss il documento tecnico congiunto sulle misure contenitive del contagio da nuovo coronavirus che fornisce indicazioni per lo svolgimento delle attività di parrucchiere ed estetista. 

Dal parrucchiere si potrà andare solo previa prenotazione e avendo cura di indicare il trattamento che si intende effettuare, per evitare di allungare i tempi di attesa. Le postazioni dovranno essere alternate, al fine di garantire una distanza di almeno due metri tra l’una e l’altra. I trattamenti estetici potranno essere effettuati in cabine chiuse. Vietati sauna, bagno turco e vasca idromassaggio. Gli ambienti dovranno essere sanificati ogni giorno.

Queste sono le prime indicazioni da seguire in vista della riapertura dei servizi di cura della persona, riportate nel documento Ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della cura della persona: servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici, approvato il 12 maggio 2020 dal Comitato tecnico scientifico, istituito presso la Protezione Civile.

Il documento è diviso in due parti. La prima è dedicata a un’analisi di contesto del settore dei servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici, mentre la seconda contiene le ipotesi di misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione oltre a semplici regole per il contenimento del contagio.

Di seguito una sintesi delle indicazioni.

  • Le attività devono svolgersi esclusivamente su prenotazione durante la quale bisogna già indicare il tipo di trattamento richiesto in modo da ottimizzare i tempi di attesa.
  • Devono essere previste aree per le fasi di attesa tecnica, come la messa in posa del colore e barriere separatorie in particolare per le aree di lavaggio.
  • E’ necessario inoltre prevedere una distanza minima di almeno 2 metri utilizzando postazioni alternate e sanificare ogni giorno gli ambienti.
  • L’uso delle mascherine è obbligatorio sia da parte del personale sia da parte del cliente a partire dall’ingresso nel locale.
  • Nei centri estetici bisogna prevedere trattamenti alternativi a quelli che abitualmente prevedono l’uso del vapore, così come sono vietati sauna, bagno turco e vasca idromassaggio.
  • Durante i trattamenti estetici i pannelli delle cabine devono essere chiusi.
  • Tutte le apparecchiature devono essere disinfettate con detergenti idroalcolici o a base di cloro.
  • E’ fondamentale garantire la turnazione tra i lavoratori e la loro formazione sull’uso dei DPI.
  • Per la cura della barba e del viso sono consigliate oltre alle mascherine chirurgiche anche le visiere o schermi facciali.
  • Per quanto riguarda i locali è consigliato tenere le porte aperte e ed eliminare gli impianti di ricircolo sia di riscaldamento che di raffrescamento.

Documento congiunto Inail – Iss: Ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della cura della persona: servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici.

Link Ministero della Salute.

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Salute

Inail e Iss pubblicano le linee guida della Fase 2 per ristoranti e stabilimenti balneari

Fase 2, le linee guida Inail – Iss per ristoranti e stabilimenti balneari

Due nuovi documenti tecnici, realizzati dall’Inail in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss), forniscono raccomandazioni sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del nuovo coronavirus nella fase 2 nei settori della ristorazione e delle attività ricreative di balneazione. L’obiettivo è quello di garantire la ripresa dell’attività assicurando al tempo stesso la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti.

Le pubblicazioni, approvate dal Comitato tecnico scientifico il 10 maggio, si articolano in due parti: la prima dedicata all’analisi di scenario dei settori di riferimento e la seconda alle ipotesi di misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione.

Il distanziamento sociale nei ristoranti

Il documento Inail-Iss raccomanda di rimodulare la disposizione dei tavoli e dei posti a sedere, definendo un limite massimo di capienza predeterminato che preveda uno spazio di norma non inferiore a quattro metri quadrati per ciascun cliente, fatta salva la possibilità di adottare altre misure organizzative, come per esempio le barriere divisorie. La prenotazione obbligatoria viene indicata come ulteriore strumento di prevenzione, utile anche per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale. Durante il servizio, infatti, non è evidentemente possibile l’uso di mascherine da parte dei clienti. Lo stazionamento protratto, inoltre, in caso di soggetti infetti da Sars-CoV-2 può contaminare superfici come stoviglie e posate.

Il ricambio di aria

Un altro aspetto di rilievo è il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali confinati, anche in relazione ai servizi igienici, che spesso sono privi di possibilità di aerazione naturale.

Prenotazione obbligatoria negli stabilimenti balneari

Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara.

Distanza minima tra gli ombrelloni

Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata.

No a giochi di gruppo e piscine

È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico – sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento.

Formazione mirata e dpi per il personale

Entrambi i documenti si soffermano anche sulle misure specifiche per i lavoratori, in linea con quanto riportato nel protocollo condiviso tra le parti sociali dello scorso 24 aprile. Oltre a un’informazione di carattere generale sul rischio da Sars-CoV-2, al personale devono essere impartite istruzioni mirate, con particolare riferimento alle specifiche norme igieniche da rispettare e all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Va comunque ribadita la necessità di una corretta e frequente igiene delle mani, attraverso la messa a disposizione in punti facilmente accessibili di appositi dispenser con soluzione idroalcolica. Link Ministero della Salute.

Consulta:

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Ambiente

Coronavirus: i maggiori rischi da patologie quali ipertensione, dislipidemia e diabete

Malattie croniche e rischio di CoViD-19: risultati preliminari di uno studio caso-controllo in Toscana

A cura di: P. Francesconi, F. Profili, S. Bartolacci, B. Bellini, D. Balzi, A. Zuppiroli, P. Ballo

Introduzione

La pandemia di CoViD-19 sta sfidando i sistemi di assistenza sanitaria in tutto il mondo con quadri clinici che variano da forme asintomatiche o pauci-sintomatiche a forme molto gravi che necessitano di cure intensive e sono gravate da alti tassi di letalità.

Sono stati segnalati diversi fattori di rischio tra cui età, genere e una varietà di comorbidità croniche come ipertensione, diabete, malattie polmonari e cardiovascolari. Tuttavia, l’importanza relativa delle malattie croniche preesistenti rimane poco chiara.

È peraltro di fondamentale importanza identificare i soggetti a più alto rischio di ammalarsi di CoViD-19, al fine di poter fornire indicazioni specifiche per le strategie da adottare per la corretta implementazione di misure di prevenzione, sorveglianza, diagnosi e cura.

Lo scopo di questo studio è di esplorare l’associazione tra malattie croniche ed il rischio di sviluppare CoViD-19 sintomatica in Toscana.

Metodi

È stato condotto uno studio caso-controllo dove sono 2.700 i casi di CoViD-19 sintomatica residenti in Toscana non istituzionalizzati (di cui siamo riusciti a recuperare i dati necessari), i controlli l’intera popolazione d’età superiore ai 30 anni residente in Toscana a inizio 2020 e non istituzionalizzata, i fattori di rischio una serie di condizioni croniche presenti a inizio 2020 secondo la banca-dati MaCro dell’ARS con l’aggiunta di tumore maligno (definito come l’aver avuto un ricovero per tumore maligno negli ultimi 5 anni). Per i casi e i controlli sono state calcolate statistiche descrittive sulla distribuzione per età e genere e le prevalenze delle singole malattie croniche. Per ogni malattia cronica sono stati poi calcolati i rischi relativi (Odds Ratio) di ammalarsi di CoViD-19, aggiustando per età e per genere, età e comorbilità. Tutti i dati sono stati trattati in modo anonimo.

Risultati

Come atteso, la distribuzione percentuale per età e per genere dei casi è molto diversa rispetto a quella della popolazione generale, con una più alta percentuale di uomini e di anziani tra i casi. Il rischio di CoViD-19, di conseguenza, risulta maggiore tra gli uomini (OR uomini vs donne pari a 1,38) e nelle classi d’età più anziane (tabella 1).

Tabella 1: Casi e popolazione generale per età e genere – Numero, valori percentuali e Odds Ratio per Covid-19

tab 1

Quasi tutte le patologie considerate sono più frequenti tra i casi, rispetto alla popolazione generale. In generale, un malato cronico ha un rischio più che doppio di sviluppare CoViD-19 sintomatica rispetto a un soggetto sano (OR malato vs non malato pari a 2,31). Tra i fattori di rischio maggiori troviamo la demenza (OR grezzo pari a 2,79) e l’insufficienza cardiaca (OR grezzo pari a 2,71). Aggiustando le stime di rischio per età e genere gli OR si riducono tutti al di sotto del valore 2. Un malato cronico o oncologico, a parità di genere e classe d’età, ha il 56% di rischio in più di sviluppare CoViD-19 sintomatica (OR aggiustato per età e genere pari a 1,56) (tabella 2).

Tabella 2: Condizioni croniche – Numero, prevalenze percentuali e Odds Ratio di CoViD-19

tab 2

Molte delle patologie considerate mostrano un effetto sul rischio di CoViD-19 che permane anche una volta aggiustato per l’eventuale effetto delle altre comorbidità. I valori puntuali degli Odds Ratio sono maggiori di uno per tutte le malattie escluse le malattie croniche infiammatorie intestinali (MICI), anche se per alcune patologie non si raggiunge la significatività statistica. Gli assistiti a più alto rischio di sviluppare CoViD-19 sintomatica, con un rischio oltre il 40% più alto che nella popolazione generale, risultano gli affetti da insufficienza cardiaca, disturbi psicotici (uso di farmaci antipsicotici), demenza, malattie reumatiche e bronco-pneumopatia cronico-ostruttiva (BPCO) (figura 1).

Figura 1: Condizioni croniche – Odds Ratio (95%IC) per Covid-19, aggiustati per età, genere e altre comorbidità

fig 1 tris

Conclusioni

Questo studio valuta il rischio relativo tra gli affetti da varie condizioni croniche di sviluppare forme sintomatiche di CoViD-19.

Da una parte, si conferma quanto già pubblicato in letteratura sul rischio aggiuntivo causato dalle più comuni malattie con particolare riguardo all’insufficienza cardiaca, all’ipertensione, alla BPCO, al diabete ed ai tumori, dall’altra si mettono in luce rischi più elevati di ammalarsi, ad oggi meno noti, anche per chi soffre di disturbi psicotici, demenza e malattie reumatiche.

L’interpretazione di questi risultati è complessa, in quanto l’aumento del rischio di ammalarsi di CoViD-19 sintomatica nelle persone affette da queste condizioni croniche può dipendere sia dalle malattie stesse sia dalle terapie farmacologiche assunte per trattarle.

Peraltro, l’associazione tra disturbi psichici e demenze con il rischio di CoViD-19 può anche dipendere dal fatto che la prevalenza di queste condizioni è particolarmente elevata tra i soggetti istituzionalizzati, tra i quali il rischio di infezione può risultare particolarmente elevato per un più elevato rischio di infezioni correlate all’assistenza. Per questo motivo, lo studio è stato condotto su soggetti che non risultano istituzionalizzati secondo i dati sanitari correnti. Purtroppo, però, questa informazione non è completa ed una parte della popolazione di studio potrebbe essere in realtà istituzionalizzata.

Questi risultati richiedono quindi ulteriori approfondimenti, soprattutto finalizzati a chiarire i diversi ruoli delle malattie e delle terapie che possono confondersi tra di loro e, in particolar modo per alcune malattie (demenza, disturbi psicotici, ictus) eventuali confondimenti residui dovuti all’istituzionalizzazione non registrata nei flussi informativi.

A cura di: Paolo Francesconi*, Francesco Profili*, Simone Bartolacci*, Benedetta Bellini*, Daniela Balzi**, Alfredo Zuppiroli*, Piercarlo Ballo**.

* ARS Toscana

** ASL Toscana Centro

Link Ars – Agenzia Regionale di Sanità Regione Toscana.

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Brusaferro, Iss: curva continua a decrescere, però il virus non è cambiato, rispettare regole di prevenzione

Brusaferro (Iss): “La curva continua a decrescere, ma il virus non è cambiato: rispettate le regole di prevenzione”

“La curva dell’epidemia sta decrescendo, stiamo andando verso un numero più basso dei casi in tutte le regioni, compresa la Lombardia”. Ad affermarlo il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in apertura della conferenza stampa settimanale di oggi sull’evoluzione della pandemia di Covid-19. È presto però per valutare l’impatto del rilassamento del lockdown iniziato il 4 maggio.

“Solo nella prossima settimana sarà possibile avere i dati relativi all’andamento dei casi nei primi giorni della fase 2” ha detto Brusaferro. Tutti noi con i nostri comportamenti possiamo contribuire a contenere la diffusione dell’epidemia, mantenendo la distanza fisica dagli altri e lavandoci spesso le mani. “Il virus non è cambiato – ha rimarcato il presidente dell’Iss -, ha le stesse caratteristiche e la stessa modalità di trasmissione che aveva nella fase 1, perciò violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio potrebbe facilitare la circolazione”.

Nell’88% dei casi Covid-19 è la prima causa di morte

Sulla base delle 2417 schede di decesso analizzate finora (il 9 per cento del totale), emerge che l’infezione da SarsCoV2 rappresenta la prima causa di morte nell’88,2 per cento dei casi (2133). Mentre nel resto dei pazienti deceduti, l’infezione si è sovrapposta ad altre patologie (soprattutto tumori, cardiopatie ischemiche, malattie cerebrovascolari, malattie croniche delle basse vie respiratorie, ipertensione e diabete).

Metodologia per la valutazione del rischio in fase di transizione

Il presidente dell’Iss ha poi descritto gli algoritmi per la valutazione dell’andamento delle infezioni nel Paese (disponibili nelle slide in allegato). “Si tratta di indicatori di processo, che rappresentano la capacità di gestire determinate attività nel contesto regionale e nazionale, e di risultato – ha spiegato Brusaferro -. Dall’analisi settimanale della cabina di regia tra ministero della Salute, Iss e Regioni si potranno quindi fare ragionamenti per decidere le misure successive”.

Il rapporto sulla mortalità Istat – Iss

Sono state 25.354 le morti in più registrate dall’Istat dal 20 febbraio al 31 marzo 2020, pari al 39 per cento in più rispetto alla media 2015-19 dello stesso periodo. “Poco più della metà sono attribuibili a Covid diagnosticato” ha dichiarato il presidente dell’Istat, Giancarlo Blangiardo, presente anche lui alla conferenza stampa. I dati riguardano 6.866 Comuni italiani su un totale di quasi 8mila. Per maggiori informazioni leggi il rapporto Istat ISS.

Covid-19 nella popolazione di nazionalità straniera in Italia

Dall’inizio dell’epidemia al 22 Aprile sono stati diagnosticati e notificati al sistema di sorveglianza 6.395 casi (il 5,1 per cento del totale) attribuibili a individui di nazionalità straniera. “In linea di massima si può confutare l’ipotesi di una differenza di rischio fra stranieri e italiani” ha sottolineato Giovanni Rezza, appena nominato nuovo direttore generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. La minore incidenza dell’infezione nella popolazione straniera e la notifica dei casi ritardata rispetto a quella negli italiani (come riportato nelle slide in allegato) “potrebbero riflettere un ridotto o ritardato accesso ai tamponi per la diagnosi”, ha commentato Rezza, che spiegherebbe “il maggior rischio di ospedalizzazione e di ricovero in terapia intensiva osservato tra i casi stranieri”. Il direttore ha infine chiarito che essendo “l’analisi preliminare” per ora queste sono soltanto “ipotesi da interpretare con cautela”.

schede ISS riepilogo evoluzione pandemia Coronavirus

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Ambiente

Svizzera: COVID-19: Quindici valichi di confine saranno riaperti da lunedì

Dall’11 maggio 2020, quindici valichi di confine saranno riaperti al traffico. Questa settimana, l’Amministrazione federale delle dogane (AFD) aveva già proceduto alla riapertura di quattro valichi di confine.

Dopo il graduale allentamento delle restrizioni all’ingresso e all’ammissione in Svizzera e le fasi di apertura economica, l’AFD prevede un ulteriore aumento degli spostamenti transfrontalieri. Per garantire un flusso di traffico il più scorrevole possibile, all’inizio della prossima settimana saranno aperti altri valichi di confine nei cantoni dei Grigioni, Soletta e Ticino, cosi come in Svizzera francese. Queste aperture sono state decise d’intesa e in stretta collaborazione con le autorità partner nazionali ed estere. I controlli alle frontiere basati sui rischi continueranno a essere effettuati.

L’elenco dei valichi di confine aperti è pubblicato sul sito internet dell’AFD (www.ezv.admin.ch). La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) elenca sul suo sito internet (www.sem.admin.ch) tutte le informazioni relative alle disposizioni attuali. L’AFD chiede inoltre ai viaggiatori di rispettare le norme d’ingresso vigenti nei rispettivi Paesi confinanti.

Panoramica degli ulteriori valichi di confine aperti da lunedì 11 maggio 2020

Ginevra

  • Certoux, Chancy I, Croix-de-Rozon: entrata in Svizzera (uscita dalla Francia) dalle ore 06:00 alle ore 09:00; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi
  • Landecy: entrata in Svizzera (uscita dalla Francia) dalle ore 06:00 alle ore 09:00, entrata in Francia (uscita dalla Svizzera) dalle ore 17:00 alle ore 19:00; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi

Grigioni

  • Spiess: da/verso Samnaun, dalle ore 08:00 alle ore 11:00; dal lunedì al venerdì

Giura

  • Fahy: entrata in Svizzera (uscita dalla Francia) dalle ore 05:00 alle ore 08:00; entrata in Francia (uscita dalla Svizzera) dalle ore 16:00 alle ore 19:00; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi

Neuchâtel

  • Biaufond: entrata in Svizzera (uscita dalla Francia) dalle ore 05:00 alle ore 08:00; entrata in Francia (uscita dalla Svizzera) dalle ore 16:00 alle ore 20:00; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi

Soletta

  • Flüh: dalle ore 05:00 alle ore 20:00; dal lunedì alla domenica

Ticino

  • Camedo: dalle ore 05:00 alle ore 09:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:30; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi
  • Ponte Faloppia: dalle ore 05:00 alle ore 09:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:30; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi
  • Pizzamiglio: dalle ore 05:00 alle ore 09:00 e dalle ore 16:00 alle ore 21:00; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi
  • Brusata: dalle ore 05:00 alle 20:00; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi

Vallese

  • Morgins: dalle ore 05:00 alle ore 19:00, dal lunedì alla domenica

Vaud

  • Crassier: entrata in Svizzera (uscita dalla Francia) dalle ore 06:00 alle ore 09:00; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi
  • L’Auberson: entrata in Svizzera (uscita dalla Francia) dalle ore 05:00 alle ore 09:00; dal lunedì al venerdì, esclusi i giorni festivi.

Indirizzo cui rivolgere domande

Ufficio stampa Amministrazione federale delle dogane AFD, 058 462 67 43, medien@ezv.admin.ch

Pubblicato da: Amministrazione federale delle dogane, http://www.ezv.admin.ch

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Ambiente

Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori

Cambia il clima e gli uccelli migrano prima. In anticipo la migrazione primaverile di alcune specie.

Lo dimostra uno studio dell’Ispra condotto su 225.000 esemplari nell’arco di 30 anni.
I cambiamenti climatici stanno modificando la migrazione di molti uccelli. Le primavere sempre più anticipate in Europa portano le specie migratrici, di ritorno dall’Africa, ad essere stagionalmente in ritardo rispetto alle fasi di massima disponibilità di cibo.
E’ quanto emerge da uno studio condotto dall’Ispra sulla base dei dati raccolti in 30 anni di monitoraggio delle specie migratrici.

Grazie al lavoro di inanellamento dell’Istituto, sono state tracciate le rotte di sei specie di uccelli migratori a lungo raggio: Beccafico, Balia nera, Codirosso comune, Usignolo, Cannaiola e Torcicollo. I dati dimostrano che due di queste, la Balia ed il Codirosso, stanno rispondendo molto velocemente al climate change, anticipando di un giorno ogni 3-4 anni la data di migrazione primaverile. Il calendario è stato anticipato meno rapidamente da Torcicollo e Cannaiola, mentre Usignolo e Beccafico non mostrano variazioni significative.

L’anello posto dagli inanellatori volontari ISPRA su circa 225.000 uccelli migratori in 30 anni di attività primaverile sulle piccole isole italiane, ha consentito di applicare modelli che analizzano la variazione annuale della data di migrazione, tenendo conto di fattori meteorologici stagionali, della posizione e dell’identità dei siti di cattura e inanellamento. Il mutamento climatico sta anche portando ad inverni progressivamente meno rigidi. Durante la stagione fredda gli uccelli accumulano grasso quale “assicurazione sulla vita” per ridurre i rischi di mortalità legata a possibile scarsezza di cibo.

Allo stesso tempo un uccello grasso paga, però, un rischio maggiore di essere predato. Anche in questo caso, i modelli con i quali ISPRA ha analizzato le condizioni di oltre 80.000 uccelli inanellati nel cuore dell’inverno in Italia, a partire dal 1982, mostrano efficacemente come il peso medio diminuisca significativamente sia nel Pettirosso che nella Capinera. Questi dati innovativi, derivati dai forti legami degli uccelli con la stagionalità delle condizioni ecologiche alle diverse scale geografiche confermano il ruolo che sia specie migratrici, sia svernanti hanno quali efficaci indicatori degli effetti del mutamento climatico sugli ambienti nei quali anche noi viviamo.

Quest’anno la Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori, organizzata dalla Convenzione di Bonn sulle specie migratrici (https://www.worldmigratorybirdday.org/), è dedicata al fenomeno della “connettività” migratoria. Di fatto, con i loro spostamenti gli uccelli migratori connettono connettono il Pianeta, sono gli araldi della primavera, ci forniscono campanelli di allarme sugli effetti drammatici del mutamento climatico globale e richiedono a noi, per la sopravvivenza loro quanto nostra, un’urgente consapevolezza dell’esigenza di connettere anche le politiche di conservazione, gestione ed uso sostenibile delle risorse naturali tra culture, Paesi e continenti diversi.

Link Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

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Ambiente

Svizzera: Coronavirus, sostegno alla custodia extrafamiliare e fase pilota per l’app di tracciamento

Coronavirus: sostegno alla custodia extrafamiliare e fase pilota per l’app di tracciamento

Nella sua seduta dell’8 maggio 2020, dopo la sessione straordinaria del Parlamento e a pochi giorni dai prossimi allentamenti, il Consiglio federale ha preso decisioni riguardanti la custodia complementare alla famiglia e l’app per il tracciamento di prossimità, così come la riapertura degli esercizi della ristorazione e le limitazioni all’entrata in Svizzera. La Confederazione intende sostenere con 65 milioni di franchi le istituzioni di custodia complementare alla famiglia per le perdite di guadagno subite in seguito all’emergenza coronavirus. Le modalità concrete di questo sostegno saranno stabilite in una pertinente ordinanza che il Consiglio federale emanerà entro il 20 maggio. Entro quella data, il Collegio governativo sottoporrà inoltre al Parlamento le basi legali dell’app per il tracciamento di prossimità, che fino a quel momento sarà testata nel quadro di una fase pilota.

Per introdurre un’app per smartphone per il tracciamento di prossimità, che informa gli utenti che sono stati troppo a lungo vicini a una persona infetta, deve essere elaborata un’apposita base legale. Così ha deciso il Parlamento questa settimana nel corso della sessione straordinaria(mozione CIP-S 20.3168). Il Consiglio federale integrerà in tal senso la legge sulle epidemie ed entro il 20 maggio sottoporrà un messaggio urgente al Parlamento, che dovrà discuterlo e adottarlo in giugno durante la sessione estiva. Finché la modifica di legge non sarà decisa, l’app sviluppata dai Politecnici federali di Zurigo e Losanna e dalla Confederazione sarà sottoposta a un approfondito test in una fase pilota. Per questa fase, il Consiglio federale intende emanare il 13 maggio un’ordinanza di durata limitata.

Concepita per essere un ulteriore strumento per interrompere le catene di trasmissione, l’app permetterà di avvertire rapidamente gli utenti suscettibili di essere stati contagiati e di arginare la diffusione del virus senza compromettere la privacy. L’impiego dell’app, che non utilizza dati personali né informazioni sulla posizione, è volontario. I dati registrati sono regolarmente cancellati dopo 21 giorni. La nuova applicazione sarà in uso soltanto durante la fase di contenimento e integrerà il tracciamento dei contatti classico, che i Cantoni riprenderanno a svolgere sistematicamente dalla settimana prossima.

Sostegno alla custodia complementare alla famiglia

Come deciso dal Parlamento nella sessione straordinaria (mozioni CSEC-N 20.3128 e CSEC-S 20.3129), la Confederazione sosterrà con 65 milioni di franchi le istituzioni di custodia complementare alla famiglia che in seguito all’emergenza coronavirus hanno subito perdite di guadagno. Il Consiglio federale emanerà una pertinente ordinanza entro il 20 maggio. La Confederazione si farà carico di un terzo dei costi dei Cantoni per la compensazione dei contributi non più versati dai genitori alle istituzioni di custodia. L’ordinanza vigerà per sei mesi con effetto retroattivo dal 17 marzo 2020.

Adeguamento dell’ordinanza per consentire la ripartenza nella ristorazione

Il Consiglio federale ha inoltre adottato le necessarie modifiche all’ordinanza 2 COVID-19 per consentire la riapertura degli esercizi nel settore della ristorazione il prossimo 11 maggio. L’allentamento era stato deciso il 29 aprile scorso. Nei ristoranti saranno ammessi a un tavolo gruppi di al massimo quattro persone o genitori accompagnati dai propri figli. Tutti i clienti dovranno consumare cibi e bevande stando seduti e tra i diversi tavoli dovrà essere rispettata una distanza di due metri o dovranno essere collocati elementi di separazione. Il Consiglio federale è stato inoltre informato del piano di protezione elaborato dalle organizzazioni di categoria nel rispetto delle prescrizioni definite dall’Ufficio federale della sanità pubblica in collaborazione con la Segreteria di Stato dell’economia, dopo consultazione delle parti sociali. Per permettere il tracciamento dei contatti anche nei ristoranti, è previsto che gli esercenti registrino su base volontaria i dati di una persona per ogni gruppo di clienti.

Allentamento progressivo delle limitazioni all’entrata e all’ammissione in Svizzera

Una settimana fa il Consiglio federale aveva deciso di allentare in modo progressivo, parallelamente all’apertura graduale dell’economia, le limitazioni all’entrata e all’ammissione in Svizzera introdotte per contenere la diffusione del coronavirus. Saranno trattate anzitutto le domande dei lavoratori provenienti dall’UE/AELS e dai Paesi terzi presentate già prima dell’emergenza coronavirus; inoltre andranno esaminate anche quelle dei cittadini UE/AELS in possesso di un contratto concluso prima della pandemia. Per i cittadini svizzeri e per quelli dell’UE/AELS sarà di nuovo possibile il ricongiungimento familiare in Svizzera. Restano invece in vigore i controlli alle frontiere. D’intesa con le autorità degli altri Paesi, saranno aperti determinati valichi di frontiera. Nella sua riunione dell’8 maggio 2020, il Consiglio federale ha adottato le pertinenti modifiche dell’ordinanza, fissandone l’entrata in vigore l’11 maggio 2020. Parallelamente, la Segreteria di Stato della migrazione ha precisato in una circolare che i Cantoni possono confermare anche le notifiche per l’assunzione d’impiego di lavoratori che da anni lavorano stagionalmente per lo stesso datore di lavoro con un contratto a tempo determinato. I Cantoni possono inoltre trattare le nuove notifiche di attività lucrative di breve durata improrogabili a causa di un interesse economico cogente.

Indirizzo cui rivolgere domande

  • Ufficio federale della sanità pubblica, Comunicazione
    +41 58 462 95 05, media@bag.admin.ch
  • Sulle strutture di ristorazione:
    Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria USAV, Servizio stampa
    +41 58 463 78 98, media@blv.admin.ch
  • Sulle limitazioni all’entrata in Svizzera:
    Segreteria di Stato della migrazione SEM, Informazione e comunicazione
    +41 58 465 78 44, medien@sem.admin.ch

Link Consiglio Federale Svizzero.

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Svizzera: Il Consiglio federale decide la strategia e le misure per la risorsa suolo

Il Consiglio federale decide la strategia e le misure per la risorsa suolo

In Svizzera la risorsa suolo è richiesta da più parti e viene sempre più edificata e deteriorata. Nella sua seduta del 8 maggio 2020, il Consiglio federale ha perciò adottato la Strategia Suolo Svizzera e un pacchetto di misure per garantire in modo sostenibile la risorsa suolo. La strategia prevede che non vi sia più alcuna perdita di suolo entro il 2050. Il Piano settoriale delle superfici per l’avvicendamento delle colture (SAC) riveduto permetterà inoltre di salvaguardare meglio a lungo termine i terreni agricoli più fertili della Svizzera.

La continua importante perdita di suolo non edificato, di terreni coltivi nonché la degradazione della qualità del suolo dovuta a erosione, compattazione e immissioni di inquinanti evidenziano come la gestione del suolo in Svizzera sia insostenibile. Tra il 1985 e il 2009 sono stati edificati 430 km² di suolo, per una riduzione pari a due volte la superficie del Lago di Neuchâtel. Nella sua seduta del 8 maggio 2020, il Consiglio federale ha perciò adottato la Strategia Suolo Svizzera e un pacchetto di misure per garantire in modo sostenibile la risorsa suolo; tra esse rientrano il Piano settoriale delle superfici per l’avvicendamento delle colture (SAC), il Centro di competenza suolo (KOBO) e una strategia per il rilevamento nazionale di informazioni sul suolo.

La Strategia Suolo vuole mantenere le prestazioni del suolo

Con l’adozione della strategia Suolo, il Consiglio federale intende garantire anche in futuro la fertilità del suolo e le ulteriori prestazioni da esso fornite a favore della società e dell’economia. A questo fine, occorre ridurre il consumo di suolo. Il Consiglio federale mira perciò a far sì che in Svizzera fino al 2050 non si registri più la minima perdita di suolo. La perdita di funzioni del suolo deve quindi essere interamente compensata. In futuro la pianificazione e la ponderazione degli interessi dovranno considerare maggiormente le funzioni del suolo. Inoltre, il suolo deve essere protetto meglio dai deterioramenti nocivi e i suoli degradati vanno ripristinati. La Svizzera deve infine impegnarsi anche a livello internazionale a favore di una gestione sostenibile della risorsa suolo.

Un pacchetto di misure per assicurare a lungo termine la risorsa suolo

Il piano settoriale delle SAC riveduto permetterà di salvaguardare meglio a lungo termine i terreni agricoli più fertili della Svizzera, sia in termini di estensione che di qualità. Inoltre, l’attuazione del piano settoriale è ora disciplinata in modo più uniforme in tutta la Svizzera. Il suolo è la base centrale della produzione di derrate alimentari. Il piano settoriale contribuisce in modo significativo a garantire l’approvvigionamento della popolazione con derrate alimentari in caso di grave penuria. Ogni Cantone è tenuto a garantire la pianificazione di un determinato contingente di superfici per l’avvicendamento delle colture, a seconda delle proprie dimensioni e peculiarità ambientali e climatiche.

La conoscenza dei suoli della Svizzera risulta molto lacunosa. Mancano informazioni sulla posizione, la struttura, le proprietà chimiche, biologiche e fisiche, nonché la sensibilità e l’idoneità all’utilizzazione. Il Consiglio federale ha pertanto incaricato gli Uffici interessati di elaborare una strategia per una mappatura nazionale del suolo. Inoltre, la mozione 12.4230 Müller-Altermatt accolta dal Parlamento ha obbligato la Confederazione a istituire un Centro di competenza per il suolo (KOBO) che funga da centro nazionale di informazione e di servizio per informazioni sul suolo. Adottando la proposta per il finanziamento a lungo termine del KOBO, il Consiglio federale ha creato un importante presupposto per far sì che le informazioni sul suolo siano rilevate in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale e messe a disposizione di tutti gli interessati. Sulla base di questi dati, si potrà valutare meglio lo stato dei nostri suoli così da poter poi emanare misure più mirate circa il mantenimento e la gestione sostenibile di questa preziosa risorsa.

Indirizzo cui rivolgere domande

Strategia del Suolo Svizzera, Centro di competenza suolo, Strategia mappatura del suolo: Bettina Hitzfeld, capo divisione Suolo e biotecnologia, Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), tel. +41 58 463 17 68

Piano settoriale per l’avvicendamento delle colture: Martin Vinzens, caposezione Insediamenti e paesaggio, Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE), tel. +41 58 462 52 19. Link Consiglio Federale Svizzero.

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Salute

Identificare le persone guarite da COVID-19 utile per la shield immunity in una popolazione

Nature Medicine – Identificare le persone guarite da COVID-19 potrebbe essere utile per sviluppare la shield immunity in una popolazione.

Le persone che si sono riprese da COVID-19 potrebbero tornare alla popolazione generale per aiutare a ridurre il tasso di trasmissione del coronavirus causale SARS-CoV-2, secondo un documento di modellazione pubblicato su Nature Medicine. Queste persone, che avrebbero bisogno di essere identificate attraverso test anticorpali, potrebbero aiutare nello sviluppo della shield immunity all’interno della più ampia comunità.

Senza un vaccino o un trattamento affidabile per COVID-19, le attuali strategie di sanità pubblica per affrontare la pandemia possono essere suddivise in gran parte in due approcci: mitigazione e soppressione. Entrambe le strategie mirano a ridurre le nuove infezioni SARS-CoV-2 limitando la quantità di contatto da uomo a uomo, ma ciò può avere impatti economici e sociali negativi a lungo termine.

Joshua Weitz e colleghi hanno sviluppato e analizzato un modello epidemiologico per ridurre la trasmissione SARS-CoV-2. Il loro approccio si basa sull’uso di test sierologici – o anticorpali – per identificare le persone che si sono riprese da COVID-19. Il modello presuppone che le persone guarite saranno negative ai virus, avranno anticorpi protettivi contro SARS-CoV-2 e saranno in grado di interagire in modo sicuro con persone sensibili e infettive. Queste persone recuperate potrebbero quindi tornare alla popolazione generale e aumentare le loro interazioni rispetto ad altri individui. Gli autori suggeriscono che ciò potrebbe costruire la shield immunity all’interno della popolazione aumentando le interazioni tra le persone recuperate e diminuendo le interazioni tra le persone con uno status sconosciuto.

Gli autori hanno studiato l’impatto della shield immunity su una popolazione modello di 10 milioni in due scenari: alta trasmissione, con un R0 di 2,33 e bassa trasmissione, con un R0 di 1,57. Il valore R0 rappresenta il numero di casi che una persona infetta può causare mentre sono infettivi in ​​una popolazione altrimenti suscettibile. Gli autori hanno valutato l’impatto della schermatura intermedia – quando una persona guarita sostituisce altre due interazioni – e la schermatura potenziata – quando sostituiscono altre venti interazioni.

In uno scenario ad alta trasmissione, sono stati previsti 71.000 decessi, ma questo è diminuito a 58.000 decessi con protezione intermedia e a 20.000 con protezione potenziata. In uno scenario a bassa trasmissione, sono stati previsti 50.000 decessi, mentre 34.000 e 8.400 sono stati previsti rispettivamente sotto protezione intermedia e protezione potenziata. Il modello mostra anche che la schermatura può essere utilizzata in concerto con il distanziamento sociale per ridurre le interazioni e consentire agli individui recuperati di tornare alle attività.

Gli autori avvertono che il modello di base presuppone che l’immunità di una persona guarita durerà almeno un anno, sebbene trovino risultati affidabili quando l’immunità dura quattro mesi o più. La durata dell’immunità è attualmente sconosciuta. Gli autori sottolineano anche la necessità di accurati test sierologici su tutta la popolazione per supportare eventuali interventi di sanità pubblica.

Articolo: Modeling shield immunity to reduce COVID-19 epidemic spread. DOI 10.1038 / s41591-020-0895-3. Link Nature Medicine.

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ISS: qualità dell’aria e COVID-19, c’è bisogno di risposte

Al via uno studio epidemiologico nazionale su inquinamento atmosferico e COVID-19

Inquinamento atmosferico e COVID-19: è possibile associarli? Per dare delle risposte alle numerose ipotesi emerse su questo possibile legame, tema dibattuto a livello mondiale, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) con il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) hanno avviato uno studio epidemiologico a livello nazionale per valutare se e in che misura i livelli di inquinamento atmosferico siano associati agli effetti sanitari dell’epidemia.

L’improvvisa e rapida propagazione della pandemia di COVID-19 ha innescato globalmente una intensa attività di ricerca nel settore della prevenzione (sviluppo di vaccini) e nel campo terapeutico-assistenziale, anche per comprendere meglio il processo di trasmissione virale e i possibili fattori sociali ed ambientali che possano contribuire a spiegare le modalità di contagio e la gravità e prognosi dei quadri sintomatologici e patologici associati all’infezione da virus SARS-CoV-2.

In questo contesto, e a seguito di numerose segnalazioni, sta emergendo la necessità di studiare le possibili connessioni tra esposizione a particolato atmosferico (PM) ed epidemia di COVID-19. Il lancio di questo studio epidemiologico segue, infatti, l’avvio dell’altra iniziativa, PULVIRUS promossa da ENEA, ISS e ISPRA-SNPA, che valuterà le conseguenze del lockdown sull’inquinamento atmosferico e sui gas serra e le interazioni fra polveri sottili e virus.

Il progetto epidemiologico ISS/ISPRA/SNPA si baserà sui dati della sorveglianza integrata nazionale COVID-19, coordinata da ISS, e del sistema di monitoraggio della qualità dell’aria atmosferica, di competenza ISPRA-SNPA e si avvarrà della collaborazione scientifica della Rete Italiana Ambiente e Salute (RIAS), anche per garantire un raccordo con le strutture regionali sanitarie ed ambientali.

L’inquinamento atmosferico aumenta il rischio di infezioni delle basse vie respiratorie, particolarmente in soggetti vulnerabili, quali anziani e persone con patologie pregresse, condizioni che caratterizzano anche l’epidemia di COVID-19. Le ipotesi più accreditate indicano che un incremento nei livelli di PM rende il sistema respiratorio più suscettibile all’infezione e alle complicazioni della malattia da coronavirus. Su questi temi occorre uno sforzo di ricerca congiunto inter-istituzionale.

Lo studio delle possibili connessioni tra l’epidemia di COVID-19 e l’esposizione a inquinanti atmosferici, richiede approcci metodologici basati sull’integrazione di diverse discipline: l’epidemiologia ambientale e l’epidemiologia delle malattie trasmissibili, la tossicologia, la virologia, l’immunologia, al fianco di competenze chimico-fisiche, metereologiche e relative al monitoraggio ambientale.

Nel realizzare lo studio, si terrà quindi conto del fatto che la diffusione di nuovi casi segue le modalità del contagio virale e quindi si muove principalmente per focolai (cluster) all’interno della popolazione e si seguiranno approcci e metodi epidemiologici per lo studio degli effetti dell’inquinamento atmosferico in riferimento alle esposizioni sia acute (a breve termine) che croniche (a lungo termine), con la possibilità di controllo dei fattori socio-demografici e socio-economici associati al contagio, all’esposizione a inquinamento atmosferico, all’insorgenza di sintomi e gravità degli effetti riscontrati tra i casi di COVID-19.

Gli obiettivi dello studio epidemiologico nazionale verteranno sul ruolo dell’esposizione a PM nell’epidemia di COVID-19 nelle diverse aree del paese, per chiarire in particolare l’effetto di tale esposizione su distribuzione spaziale e temporale dei casi, gravità dei sintomi e prognosi della malattia, distribuzione e frequenza degli esiti di mortalità. La risposta a tali quesiti dovrà essere associata a fattori quali età, genere, presenza di patologie pre-esistenti alla diagnosi di COVID-19, fattori socio-economici e demografici, tipo di ambiente di vita e di comunità (urbano-rurale, attività produttive).

“L’emergenza sanitaria della Pandemia di COVID-19 è una sfida per la conoscenza sotto molteplici punti di vista e non solo quelli oggi centrali sul fronte dei vaccini e delle terapie” ricorda il Presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, sottolineando però che “altri importanti quesiti di ricerca richiedono sforzi congiunti. Un esempio è lo studio odierno che mira ad esplorare il possibile contributo dell’inquinamento atmosferico alla suscettibilità all’infezione da SARS-CoV-2, alla gravità dei sintomi e degli effetti sanitari dell’epidemia”, questione oggi molto dibattuta in tutto il mondo. “Su questo tema – continua Brusaferro – assieme a ISPRA-SNPA, stiamo proponendo l’avvio di uno studio epidemiologico nazionale”.

“Il presunto legame tra COVID-19 e inquinamento è argomento divenuto quotidiano nel dibattito mediatico e non solo, suscitando da più parti teorie ed ipotesi che è giusto approfondire ed a cui è doveroso dare una conferma, per quel che ci riguarda, tecnico-scientifica. Anche per questo abbiamo aderito con entusiasmo alla proposta di collaborazione dell’ISS, con cui già dal 2019 condividiamo gli obiettivi di un Protocollo di Intesa sui temi che riguardano i rapporti tra ambiente e salute – ha dichiarato il Presidente di Ispra e Snpa Stefano Laporta. “Metteremo a disposizione le nostre competenze in materia di qualità dell’aria e di modellistica ambientale, per comprendere gli eventuali effetti associati all’epidemia di CoViD-19. Un esempio concreto per fare rete e integrazione, un’azione congiunta che crediamo potrà supportare anche percorsi futuri”. Link Istituto Superiore di Sanità.

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I cetacei nella Regione Lazio

Cetacei nella Regione Lazio – intervista ad esperto Ispra

Mercoledì 6 maggio un esperto dell’Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha partecipato al programma Buongiorno Regione della Redazione del TG3 Lazio per parlare dei cetacei nella Regione Lazio e in particolare dei rischi relativi ai rifiuti marini.

Link Ispra – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

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Ambiente

Svizzera: La democrazia è più forte di qualunque virus

Berna, 4 maggio 2020: Dichiarazione del Consiglio federale del 4 maggio 2020, Sessione straordinaria delle Camere federali 4 – 8 maggio 2020

Fa fede la versione orale

Stimati membri del Consiglio nazionale,

stiamo vivendo una crisi senza precedenti nella storia della Svizzera, dopo la seconda guerra mondiale. Il nostro Paese è stato colpito duramente dal coronavirus.

La crisi ha destabilizzato anche le nostre certezze. Ci dimostra che la Svizzera non è invulnerabile. Un piccolo virus minaccia qualcosa di grande: i nostri diritti fondamentali.

Per gestire la crisi, il Consiglio federale ha dovuto limitare diversi diritti fondamentali: ha adottato restrizioni della libertà personale e della libertà economica e ha interferito nella sovranità cantonale. Per il Consiglio federale non è stato facile prendere queste decisioni; l’ha fatto tenendo in considerazione la proporzionalità – così come sancito dalla Costituzione federale.

L’obiettivo delle misure è frenare la pandemia. Un primo cauto bilancio è positivo. Per questo motivo il Consiglio federale ha deciso alcuni allentamenti dei provvedimenti.

Per molte persone, la pandemia e le misure adottate comportano purtroppo anche sofferenze. Per più di un terzo di tutti gli occupati è stato chiesto il lavoro ridotto. Molte ditte sono chiuse da più di sei settimane. Gli alberghi sono vuoti, gli artisti non possono più tenere spettacoli, le associazioni non organizzano nessuna manifestazione, le imprese di esportazioni ricevono da inizio anno meno ordini dall’estero.

Le conseguenze economiche della pandemia sono dolorose. Nel limite del possibile il Consiglio federale ha cercato di aiutare rapidamente le imprese con una serie di misure.

Anche in questo caso il primo bilancio provvisorio sugli aiuti a breve termine risulta positivo.

Signore e signori,

ora dobbiamo condurre la Svizzera fuori dalla crisi e renderla più resistente.

Per fare ciò, il Consiglio federale ha bisogno di Voi. La pandemia ha relegato il Parlamento a un ruolo di spettatore. Il Consiglio federale si è visto costretto a governare per diritto di necessità. Da oggi però la responsabilità torna nelle vostre mani. Una cosa il virus non può e non deve intaccare: la forza della nostra democrazia.

Vi riunite per una sessione straordinaria in una nuova costellazione, in un nuovo luogo. Tutto ciò può costituire un’opportunità per ripensare tante cose. Una crisi non si attiene a strategie ben definite. Dobbiamo rimanere flessibili e operativi e nel contempo le nostre decisioni devono rispettare la legalità. Il Consiglio federale propone quindi al Parlamento la seguente procedura:

nel limite del possibile, intendiamo accogliere le richieste delle Commissioni basate su un ampio consenso. In merito alle mozioni delle Commissioni che fanno riferimento alle ordinanze emanate in virtù del diritto di necessità e che sono state depositate al più tardi due settimane prima dell’inizio di una sessione, prenderemo posizione così da poter trattare questi interventi nel corso della sessione stessa; attueremo nel più breve tempo possibile le mozioni depositate dalle Commissioni.

Nel contempo, in caso di nuove e importanti disposizioni del diritto di necessità, consulteremo nel limite del possibile i presidenti delle Commissioni competenti oppure, se ciò non sarà possibile per questioni di tempo, provvederemo perlomeno a informarli.

Nelle sessioni, il Consiglio federale presenterà inoltre al Parlamento un rapporto sulle competenze in materia di diritto di necessità. L’Esecutivo prevede inoltre di sottoporre al Parlamento, al più tardi entro l’11 settembre 2020 e qualora risultasse ancora necessario, un messaggio relativo all’esame delle ordinanze di necessità.

Signore e signori,

l’uscita dalla crisi richiede prudenza, attenzione e perseveranza.

Agirete con lungimiranza e nell’interesse della popolazione. E metterete in discussione decisioni prese dal Consiglio federale. Non è soltanto un vostro diritto, è anche un vostro dovere. Il Consiglio federale è disponibile al dialogo. Il suo obiettivo è quello di trarre le giuste conclusioni dalla crisi.

Attraverso un dialogo costruttivo, dobbiamo trovare delle soluzioni comuni, accettabili oggi per la popolazione; soluzioni che anche domani saranno ancora considerate sensate e giuste. In questo modo possiamo dare fiducia alle persone. Se la meritano!

Vi ringrazio della fiducia che avete riposto nelle ultime settimane nei confronti del Consiglio federale. Date ora di nuovo linfa alla democrazia!

Signore e signori,

vorrei rivolgere un pensiero a tutte quelle persone che in questa crisi hanno perso un loro caro. E vorrei pure esprimere gratitudine e rendere omaggio a tutti coloro che in questa crisi sostengono il nostro Paese, collaborano, aiutano e operano, sia da casa che sul posto di lavoro.

A loro il mio ringraziamento!

Indirizzo cui rivolgere domande: DATEC, Servizio stampa, tel. +41 58 462 55 11. Link Consiglio Federale Svizzero.

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Mare: posidonia oceanica strategica per conservazione

Nuovo web meeting del Parco dell’Asinara. Liberata la tartaruga marina Eva 

Roma, 5 maggio 2020- E’ stato dedicato alla Posidonia oceanica, che riveste un’importanza strategica nella conservazione del nostro mare, il web meeting scientifico in diretta del Parco nazionale dell’Asinara, che rientra tra le iniziative della campagna lanciata dal ministero dell’Ambiente #LeMeraviglieDelleAreeProtetteACasa.

Dopo i saluti e l’introduzione del commissario del parco Gabriela Scanu, il direttore Vittorio Gazale ha moderato gli interventi. Michele Zanelli, direttore del parco nazionale dell’arcipelago di La Maddalena, e Romano Gregorio, direttore del parco nazionale del Cilento, hanno presentato le rispettive aree protette con il supporto di alcuni video. Silvia Maltese dell’Ispra ha descritto la biologia e l’ecologia di Posidonia oceanica, Marcello Miozzo di D.r.e.am. Italia si è soffermato sul progetto Life di valorizzazione del posidonieto, che vede coinvolti i tre parchi nazionali, e Walter Brambilla dell’Ias-Cnr di Oristano ha chiuso il meeting con un intervento sul piano degli ormeggi per limitare i danni meccanici da ancoraggio.

Il momento più emozionante dell’incontro via web è stato il collegamento in diretta con l’isola dell’Asinara nel momento in cui è stata liberata in mare Eva, la tartaruga marina curata nel Centro recupero fauna marina del parco nazionale, dove era stata ricoverata il 6 febbraio, dopo che un’imbarcazione l’aveva pescata accidentalmente mentre era aggrovigliata nelle reti da pesca. La tartaruga, di 81,5 kg, è stata curata dai parassiti e ripulita dalle plastiche ingerite. Quando le analisi hanno dimostrato che era ritornata in perfetta forma, è stato possibile organizzare la liberazione.

La diretta ha raggiunto un picco di 30.000  persone connesse in tutta Italia, un centinaio di condivisioni e ben 900 commenti e domande soprattutto da studenti universitari e da guide naturalistiche dei parchi. Link Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

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Ambiente

La presidente della Confederazione Sommaruga presenta la posizione della Svizzera durante la conferenza sul COVID-19

Lunedì 4 maggio 2020 la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha rappresentato la Svizzera tramite videomessaggio in occasione di una conferenza di Paesi donatori per l’emergenza COVID-19. La conferenza è stata indetta dall’Unione europea insieme a diversi Paesi europei ed extraeuropei. Lo scopo è il finanziamento del Piano globale per la lotta contro il coronavirus (Corona Global Response) per far fronte alla pandemia.

Questo Piano dovrebbe consentire nelle prossime settimane di raccogliere 7,5 miliardi di euro per finanziare strumenti di diagnosi nonché lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di medicamenti e vaccini contro il COVID-19. A fine aprile l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e altre organizzazioni internazionali hanno lanciato un appello per trovare misure rapide e sicure applicabili a livello globale contro la pandemia.

Nel suo messaggio, la presidente Sommaruga ha sottolineato quanto sia importante che gli Stati di tutto il mondo abbiano accesso alla diagnostica, ai medicamenti e in seguito anche ai vaccini. Ha inoltre ribadito che serve solidarietà al di là dell’ambito della sanità pubblica; non basta infatti salvare la popolazione dalla pandemia, per poi lasciarla morire di povertà e di fame.

Complessivamente la Svizzera sostiene le richieste d’aiuto internazionali per la lotta contro il COVID-19 e le sue conseguenze con un contributo di circa 400 milioni di franchi, conformemente alla decisione del Consiglio federale del 29 aprile 2020. Metà del contributo sarà devoluto al Comitato della Croce Rossa per scopi umanitari sotto forma di prestito senza interessi. 25 milioni di franchi sono stati stanziati a favore del fondo per le catastrofi istituito dal Fondo monetario internazionale. Fino ad ora sono stati previsti 18 milioni per l’OMS, per la «Coalition for Epidemic Preparedness Innovations» e per l’accelerazione della ricerca di medicamenti. Nelle prossime settimane il Consiglio federale deciderà in merito a ulteriori mezzi.

Indirizzo cui rivolgere domande: Servizio d’informazione del DATEC: Géraldine Eicher, +41 79 211 30 52. Link Consiglio Federale Svizzero.